Quartieri 

Lagaccio, spunta l’ipotesi del collegamento diretto con Principe usando il montacarichi del “Palazzo Rosso”, trasformato in ascensore

Nell’assemblea di quartiere l’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola ha spiegato che è aperta un’interlocuzione con Rete Ferroviaria Italiana per rendere funzionale la struttura interna dell’edificio e creare un passaggio verso l’ultimo binario della stazione Principe

Un collegamento diretto tra il Lagaccio e la stazione Principe, sfruttando la struttura del montacarichi all’interno del cosiddetto “Palazzo Rosso” di Rete Ferroviaria Italiana. È una delle ipotesi emerse durante l’assemblea pubblica al Lagaccio, dove l’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola ha fatto il punto su alcuni dei dossier più attesi dal quartiere: il parco della Gavoglio, i lotti ancora da sbloccare, il campo del Ceravolo e proprio il grande edificio rosso che da tempo pesa nel dibattito urbanistico della zona.

Il punto più nuovo riguarda il “Palazzo Rosso”. Francesca Coppola ha chiarito che l’edificio non può essere abbattuto né ridotto nei piani, anche perché Rete Ferroviaria Italiana lo ha riacquistato circa un anno e mezzo fa. Un investimento recente che, secondo l’assessora, rende irrealistica l’ipotesi di una demolizione. La discussione, quindi, si sposta su un altro terreno: non eliminare il palazzo, ma renderlo almeno permeabile e utile al quartiere. All’interno della struttura esiste infatti un ascensore montacarichi che collega con l’ultimo binario della stazione Principe. Per il Lagaccio, ha spiegato Coppola, potrebbe diventare un collegamento prezioso, una sorta di scorciatoia funzionale capace di dare respiro a una zona storicamente penalizzata dai dislivelli e dai collegamenti difficili.

Rete Ferroviaria Italiana si sarebbe mostrata disponibile ad approfondire la possibilità e il Comune intende proseguire il confronto anche con l’assessore alla Mobilità Emilio Robotti, competente per gli aspetti legati agli spostamenti e alla connessione urbana. Il nodo, però, resta tecnico ed economico. Quella struttura oggi è un montacarichi, non un ascensore pubblico, e dovrà quindi essere valutato come trasformarla, con quali standard di sicurezza, con quali autorizzazioni e soprattutto con quali risorse. «Qualcosa va fatto», è il senso del ragionamento portato in assemblea, perché un accesso diretto verso Principe rappresenterebbe un intervento concreto e utile per il quartiere.

Nel corso dell’incontro si è parlato anche del parco della Gavoglio e degli altri lotti ancora da portare avanti. Francesca Coppola ha spiegato che, insieme all’assessora all’Ambiente Silvia Pericu, l’amministrazione sta cercando bandi e canali di finanziamento per sbloccare le parti ancora ferme. Il tema resta centrale per il Lagaccio, dove la trasformazione dell’ex area militare è considerata da anni una delle grandi occasioni di rigenerazione urbana, ma procede per fasi e con tempi spesso percepiti come troppo lunghi dai residenti.

Altro capitolo affrontato è quello del campo del Ceravolo. La precedente amministrazione aveva ottenuto fondi ministeriali per la riqualificazione dell’impianto e ora, ha spiegato l’assessora, il Comune sta lavorando per chiudere il progetto senza perdere il finanziamento. All’interno della progettazione si sta cercando di inserire anche il campo da basket richiesto dalla polisportiva Scat e dalle associazioni del territorio. L’obiettivo è utilizzare un intervento già finanziato per rispondere a due esigenze: riqualificare l’impianto e aggiungere una dotazione sportiva molto attesa dal quartiere.

Su questo punto, Coppola ha sottolineato la necessità di accelerare. Il progetto, ha detto, era rimasto indietro nel tempo e ora bisogna correre per non compromettere le risorse disponibili. La variante con il campo da basket dovrà quindi essere integrata senza rallentare eccessivamente l’iter, in modo da trasformare un finanziamento già ottenuto in un’opera effettivamente realizzata.

L’assemblea ha restituito l’immagine di un quartiere in cui molti dossier sono ancora aperti, ma anche di alcuni spiragli operativi. Il possibile uso del montacarichi del “Palazzo Rosso” per collegare il Lagaccio con Principe non risolve il tema dell’edificio, né cancella le criticità urbanistiche accumulate negli anni, ma potrebbe trasformare una presenza oggi problematica in una funzione pubblica. Per il quartiere sarebbe un cambio di prospettiva: non l’abbattimento del palazzo, ma la sua trasformazione in un passaggio capace di ridurre l’isolamento e migliorare la mobilità quotidiana.


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